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MERCOLEDì 23 GENNAIO 2019 (Mc. 3,1-6)  https://youtu.be/P1hn6raXEgU    “Sabato-bis” Oggi siamo di nuovo di sabato e qui i farisei lo aspettano al varco. Forse hanno messo in vista loro quell’uomo come un’esca per incastrare Gesù. Gesù cerca di far riflettere i farisei sul proprio atteggiamento. La questione non è tanto “di sabato si può fare qualcosa o non si può fare nulla?”, bensì “di sabato cos’è che è consentito, lecito: fare il bene oppure fare il male?”. “Non guarire” significa lasciare quell’uomo in una condizione di morte. Avere la mano destra paralizzata, infatti, equivaleva a non avere possibilità di guadagnarsi da vivere e quindi una vita disperata. Perciò il non guarire quell’uomo rappresentava una grave omissione, perché significava lasciarlo morire. Gesù sembra dire: «Fare, bisogna fare: facciamo il bene o facciamo il male?». Davanti a un uomo – e soprattutto davanti a un uomo che soffre – non c’è la possibilità di un’azione neutra: o è bene o ...
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MARTEDì 22 GENNAIO 2019 (Mc. 2,23-28) “Sabato” Iniziano le dispute sul giorno del sabato, una delle questioni più dibattute tra Gesù e i suoi avversari e che diventerà uno dei principali capi di accusa nei confronti di Gesù. La prima risposta di Gesù è un rinvio alle Scritture: «Non avete mai letto…?». Qual è il modo di leggere la Parola? Rischio antichissimo e attualissimo quello di leggere la Parola di Dio filtrando ciò che non ci garba o non sostiene la nostra prospettiva delle cose! La seconda risposta affronta direttamente la questione, ossia la concezione del sabato. Il riposo del sabato metteva in evidenza a tutti che Israele era un popolo libero. Gli schiavi lavoravano sempre, ogni giorno e non riposano mai. Israele ha il sabato come giorno del Signore che dopo aver creato l’uomo a sua immagine e somiglianza crea anche il riposo. Quel riposo faceva la differenza, ricordava agli ebrei il primato di Dio e la loro dignità. Con il tempo si giunse ad identificare l’oss...
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LUNEDì 21 GENNAIO 2019 (Mc. 2, 18-22) "Otri" Tanti anni fa mi presentai da un sacerdote chiedendo spiegazioni su questo "cucire" e su questo "versare". Mi sembrava incomprensibile, forse ero troppo giovane… Poi un giorno accadde qualcosa di semplice, ma allo stesso tempo di illuminante. Ogni anno a casa mia si faceva arrivare del vino da qualche produttore privato: del Recioto, del Valpolicella e qualche volta anche del Valdobbiadene. Quest’ultimo era particolarmente frizzante e quando lo si imbottigliava non era raro che qualche bottiglia troppo vecchia o poco robusta, scoppiasse a causa della fermentazione del vino. Questa vivacità del vino mi ha fatto intuire il senso di questi detti di Gesù: se metti un vino così “giovane” e, quindi, così vivace in un otre vecchio, rinsecchito, il rischio che l’otre si rompa c’è. Così andrebbero perduti entrambi, vino ed otre. L'otre cui si riferisce la piccola parabola è un recipiente di pelli morb...
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GIOVEDì 17 GENNAIO 2019 (Mc. 1, 40-45) “Lebbra" Quante volte la situazione di limite che viviamo ci diventa così “connaturale” che nemmeno più la vediamo. La “salvezza” di questo uomo lebbroso è proprio la sua lebbra, una malattia che non si può nascondere, che suscita ribrezzo, che ti classifica tra gli scarti, una malattia che diventa una condizione. A nessuno puoi nasconderla, né a te, né agli altri né a Dio! È lì! Sulla tua pelle! Davanti ai tuoi occhi! Dentro le tue narici! Sul viso lontano di chi ti incrocia! Sugli sguardi curiosi e sfuggenti di chi s’accorge! Ebbene questa lebbra è la condizione che gli apre gli occhi a riconoscere che egli ha bisogno di essere purificato, fino alla supplica, in ginocchio e come un mendicante di cibo, mendica la salvezza. Quanto ammiro quest’uomo per la sua umiltà nel non scappare dalla sua situazione, precursore di tutti coloro che non annegano nell’alcol o nella droga la loro “lebbra”, ma supplicano, ossia chiedono...
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MERCOLEDì 16 GENNAIO 2019 (Mc. 1, 29-39) “Andiamocene!” «Andiamocene altrove!». Su che cosa si basa questa lucidità di Gesù e questa tranquilla decisione? Gesù ha pregato! Si dice semplicemente che Gesù pregava. Questa è la condizione indispensabile per un vero discernimento: una “atmosfera” abituale di unione con Dio, ossia familiarità. Non è nel momento in cui c’è una questione da risolvere, che possiamo creare questo clima di preghiera, questa familiarità. Se non ci sono abituali, non li avremo certo in quel momento. Non saremo sulla stessa lunghezza d’onda di Dio e, quindi, saremo incapaci di riconoscere la sua volontà in quel momento a causa di tutte le tendenze che sono in noi e che ci tirano da una parte e dall’altra. Pietro va a cercare Gesù con gli altri tre. Questo “cercare” è lo stesso verbo, che in altri contesti, è usato per descrivere una ricerca ostile, un inseguimento, come quando il re Saul insegue Davide per ucciderlo. Quindi, quello di Pietro è un “ce...
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MARTEDì 15 GENNAIO 2019 (Mc. 1,21-28) “Stupiti” «Che è mai questo?». Una domanda questa alla quale forse non prestiamo abbastanza attenzione, eppure è la chiave di tutta la prima parte (circa i primi 8 capitoli!) del Vangelo di Marco. Infatti, nella prima parte, il Vangelo di Marco suscita proprio questa domanda: «Chi è questo Gesù?». Domanda alla quale il Vangelo dà risposta nel passaggio tra le due parti - quando Pietro risponde alla domanda di Gesù sulla propria identità dicendo: «Tu sei il Cristo» (8,29) - e alla fine sotto la croce per bocca del centurione: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!» (15,39). Anche nel brano di oggi compare questa domanda guida: «Che è mai questo?» e nella domanda sull’operato di Gesù c’è anche la domanda sulla sua identità. Gesù suscita stupore, meraviglia! Non ci si può sottrarre a questo fenomeno. Lo stupore è l’atteggiamento che prevale nel Vangelo davanti a Gesù: si stupiscono i Pastori, Maria e Giuseppe e si stupisce erode; si st...
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DOMENICA 13 GENNAIO 2019 (Lc 3,15-16.21-22)  BATTESIMO DEL SIGNORE “L’amato!” Il battesimo di Gesù sottolinea marcatamente cosa vuol dire incarnazione: condivisione in tutto! Gesù, il Figlio di Dio nato a Betlemme e adorato dai Magi, si mette in coda, fa la fila, si mescola con i peccatori e si fa battezzare. Condivide! In modo di amare di Dio, la logica del suo amore, comporta che vuole condividere tutto quello che può condividere senza contraddire sé stesso. L’unica cosa che è in contrasto con lui e che sarebbe una contraddizione per lui è il peccato. Nel battesimo si anticipa quanto avverrà sul calvario: «Fin dove posso arrivo ad essere come te! Fin dove posso: non nel peccato, ma nella morte del peccatore, sì!». «Tu sei il Figlio mio, l’amato». Queste parole vanno adcoltate da ciascuno di noi come fossero dette a lui personalmente con tutta la tenerezza e la forza che l’amore può avere. Tante voci ci dicono o insinuano il contrario: «Tu sei sbagliato!», «Tu non ...